Perché non esiste il management degli eventi.

sensible management blog

childhood - Jee-Yang LeeRicordo con un misto di tenerezza e di spavento i miei primissimi anni di organizzatrice di eventi (un evento, la coppa del mondo di sci). Facevo, realizzavo, pianificavo, incontravo persone, compilavo tabelle, facevo grafici, andavo sul posto, ascoltavo e dicevo, misuravo, e lavoravo, lavoravo, lavoravo. E poi studiavo, ero assetata di libri sul business dello sport, sullo sport come spettacolo, sul marketing sportivo, sui servizi agli eventi, sul ticketing e sui volontari.

Andavo avanti come un treno, e aggiungevo ingredienti su ingredienti, affascinata da quante cose potesse contenere un evento sportivo. Non mi mancava di certo la passione, eppure alla fine ne uscivo sempre svuotata e distrutta. Perché pur producendo qualcosa (l’evento) qualcosa mi impediva di essere davvero serena, davvero efficiente e dunque davvero efficace.

Oggi so che l’immensa fatica non era conseguenza del “troppo lavoro”, ma di una non padronanza degli strumenti specifici del mio mestiere. Ero un…

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